Fair Play, tra ripicche e vendetta il nuovo film targato Netflix è un’inquietante discesa agli inferi

Leonardo Pasquali

Cinema

Su Netflix è In catalogo da qualche giorno e già sul web stanno circolando pareri contrastanti, la pellicola è nata per dividere.

Per Chloe Domont è il lungometraggio d’esordio e ha deciso di puntare su un progetto audace. Fair Play è uscito il 6 ottobre scorso su Netflix, il tentativo è stato quello di raccontare nelle quasi due ore di running time una vicenda che inglobasse al proprio interno il mondo dei soldi, del sesso, della carriera e le scelte che vi ruotano attorno.

Fair Play, il nuovo thriller erotico è su Netlix dal 6 ottobre
Il film diretto da Chloe Dumont Fair Play è disponibile su Netflix dal 6 ottobre – ciaksigira.it (fonte foto YT @Netflix)

Se la regista sia riuscita nell’intento è ancora presto per dirlo ma leggendo le prime recensioni ci si accorge che il film è sostanzialmente divisivo.

La Domont ha cercato di approfondire nella maniera a lei più congeniale le meccaniche interne alle relazioni amorose sul posto di lavoro – un po’ quello che abbiamo visto anche in House of Cards. Per molti però non avrebbe scavato abbastanza a fondo.

Disponibile per lo streaming Fair Play, l’atteso thriller erotico è su Netflix

Dopo esser stato presentato in anteprima a gennaio scorso al Sundance Film Festival, il film distribuito da Netflix Fair Play è finalmente sbarcato sulla piattaforma in streaming. Nonostante l’entusiasmo riscontrato durante la nota kermesse cinematografica, dopo la sua pubblicazione ha lasciato l’amaro in bocca a più di qualche spettatore.

Fair Play, di cosa parla il thriller erotico uscito su Netflix
Phoebe Dyvenor veste abilmente i panni di Emily nel thriller erotico Fair Play al suo fianco Alden Ehrenreich – ciaksigira.it (fonte foto YT @Netflix)

La trama del thriller erotico funziona ma non per tutti. Ambientato a New York, segue le vicende dei due personaggi principali che si ritrovano a lavorare per la stessa azienda di investimenti. Il punto di svolta arriva quasi subito, nasce infatti una relazione abbastanza complicata. Il loro legame si indebolisce dopo una promozione inaspettata, che dà una sterzata all’intera vicenda.

La faccenda si fa ancora più intricata quando nella ‘competizione’ tra Emily (Phoebe Dynevor, che ha vestito i panni di Daphne in Bridgerton) e Luke (Alden Ehernerich) subentra l’identità di genere, conferendo colori differenti alle emozioni dei protagonisti e contorni nuovi all’avanzamento di carriera. Sarà lei infatti a finire ai piani alti, non lui. Lo spettatore rimane perciò incastrato nel turbinio di conversazioni stressanti, il disagio trasuda dalla lotta per primeggiare che si innesca nella coppia.

Un senso di claustrofobia aleggia per tutta la durata del film, la regista Chloe Domont riesce abilmente mantenere l’atmosfera pesante, al contempo posizionando le diseguaglianze evidenti in certi tipi di professione – e i lupi di Wall Street lo sanno bene – finalmente sotto la luce dei riflettori. Non solo, perché riesce anche a raccontare come un repentino stravolgimento degli equilibri lavorativi possa innescare un conflitto irrisolvibile all’interno di una relazione.

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